Il trattamento chimico-fisico permette di rimuovere sostanze inquinanti, in genere scarsamente biodegradabili, dalle acque contaminate, solidi sospesi, oli e grassi, metalli, molecole organiche o inorganiche anche tramite l’utilizzo di appositi reagenti chimici. Questi additivi reagiscono con gli inquinanti rendendoli insolubili e favorendone l’abbattimento mediante processi chimico-fisici come la coagulazione, la flocculazione, la precipitazione e la neutralizzazione.

Segue una fase di separazione dei fanghi per sedimentare l’acqua chiarificata e il successivo trattamento dei fanghi stessi, che vengono disidratati ed essiccati. Il trattamento si conclude filtrando le acque tramite filtri a quarzite, carboni attivi o resine a scambio ionico prima dello scarico finale.

La tecnologia di trattamento, la successione delle fasi e i reagenti vengono scelti in base alle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua da trattare e degli inquinanti da rimuovere. Gli impianti di trattamento chimico-fisico possono operare di continuo (in presenza di elevati flussi in entrata, acque con una composizione relativamente costante e durante operazioni automatizzate) ed in batch-funzionamento discontinuo (particolarmente adatto per il trattamento di acque con composizione e reattività variabile). Si utilizzano prevalentemente per il trattamento di reflui industriali ed assimilati.