Schema di impianto MPE, da “US Environmental Protection Agency-EPA _ How to Evaluate alternative cleanup technologies for underground storage tank sites” (2004)

Il Multi Phase Extraction (MPE), estrazione multifase, è una tecnologia di bonifica in situ che, mediante l’applicazione di una depressione, permette di estrarre simultaneamente attraverso pozzi di recupero i contaminanti presenti nel terreno e in falda sia nella fase vapore, sia in quella liquida (disciolta e/o libera) dalla zona insatura, dalla frangia capillare e dalla zona satura del sottosuolo.

L’applicazione del vuoto provoca un abbassamento della falda, aumentando di conseguenza lo spessore della zona insatura dalla quale possono essere volatilizzati i contaminanti. Pertanto la velocità di bonifica della falda viene aumentata poiché i contaminanti sono rimossi sia in fase acquosa, sia in fase vapore. Il Multi Phase Extraction è infatti di solito impiegato per massimizzare i tassi di estrazione. Questa tecnologia induce anche la biodegradazione dei composti petroliferi nella zona insatura aumentando l’afflusso di ossigeno nel sottosuolo, in modo simile al Bioventing.

Per le caratteristiche indicate il Multi Phase Extraction è efficace nella rimozione del prodotto in fase separata e riduce le concentrazioni dei componenti petroliferi sia nella zona satura che in quella insatura del sottosuolo.

I sistemi di MPE si possono suddividere in Two Phase Extraction (nel quale la fase liquida e il vapore vengono estratti mediante una pompa e separati fuori terra) e in Dual Phase Extraction (nel quale le due fasi sono estratte tramite due pompe e  separate direttamente nel sottosuolo). Le due modalità sono applicabili in base alle caratteristiche sito-specifiche (volatilità dei composti petroliferi in sito, presenza di prodotto in fase separata, permeabilità dei suoli, profondità della falda, conducibilità idraulica ecc.).